Turismo sociale
Turismo sociale: significato, valori e persone al centro dell’esperienza
Il turismo sociale è molto più di una semplice vacanza organizzata
Il turismo sociale è un modello che mette al centro le persone, le relazioni e l’accessibilità. La sua definizione viene formalizzata nel 1996 con la Dichiarazione di Montréal, che lo descrive come un vero “creatore di società”.
Quando si parla di turismo sociale, si parla di relazioni autentiche, crescita personale e inclusione. Non si tratta solo di organizzare soggiorni o attività ricreative, ma di creare contesti in cui ogni persona (bambino, ragazzo, adulto, anziano o persona con fragilità) possa sentirsi accolta, valorizzata e parte di una comunità.
Turismo sociale definizione: quella più autentica è proprio questa: un modello di turismo che mette al centro la dimensione educativa, sociale e relazionale dell’esperienza. È un turismo che nasce per includere, non per selezionare.
Per costruire legami, non solo ricordi. Dal 1980 AERAT opera in questa direzione, promuovendo esperienze educative e ricreative con una forte attenzione al benessere sociale e alla qualità delle relazioni.
Turismo sociale in Italia: una tradizione che genera comunità
Non tutti sanno che il turismo sociale in Italia ha radici profonde. È cresciuto grazie al lavoro di cooperative sociali, associazioni e realtà del terzo settore che hanno creduto in un’idea semplice ma potente: la vacanza è un diritto, non un privilegio.

Il turismo sociale in Italia è oggi più attuale che mai. Nonostante i progressi, la percentuale di persone che non può permettersi un periodo di vacanza resta significativa, ed è per questo che il turismo sociale continua a rappresentare una risposta concreta e necessaria.
Nel tempo questo modello si è evoluto, diventando uno strumento concreto di:
- prevenzione del disagio
- promozione di stili di vita attivi
- sostegno alle famiglie
- valorizzazione dei territori
Il turismo sociale non è “turismo economico” nel senso riduttivo del termine. È un turismo ad alto valore umano. Le esperienze vengono progettate con cura, con educatori qualificati, strutture adeguate e un’attenzione particolare alla sicurezza e alla qualità educativa, perché l’obiettivo non è solo organizzare un soggiorno, ma creare occasioni di relazione e crescita.




Turismo sociale in montagna: natura, crescita e relazioni autentiche
Il turismo sociale in montagna rappresenta una delle espressioni più autentiche di questo modello di vacanza. A Candriai, a pochi chilometri da Trento, il Centro Formazione e Vacanze AERAT, immerso nel bosco a 1000 metri di altitudine, accoglie durante l’anno campi estivi per bambini e ragazzi, ma anche gruppi organizzati, associazioni, realtà parrocchiali, scuole e comunità che scelgono la montagna come luogo di incontro e formazione.
Qui la montagna non è semplicemente uno scenario suggestivo. È parte integrante dell’esperienza.
Per i più giovani significa vivere campi estivi educativi, lontani dagli schermi, dove l’autonomia si costruisce giorno dopo giorno tra escursioni, attività outdoor e momenti di gruppo. Ma il turismo sociale in montagna è anche vacanza di gruppo: settimane condivise, ritiri, percorsi formativi e soggiorni comunitari in cui il tempo trascorso insieme diventa occasione di confronto e crescita reciproca.
Camminare nei boschi, partecipare ad attività all’aria aperta, condividere pasti e spazi comuni favorisce:
- vacanze accessibili
- spirito di collaborazione
- senso di appartenenza
- contatto diretto con la natura
La montagna diventa così uno spazio privilegiato in cui rallentare, ascoltare e riscoprire il valore dello stare insieme. Questo è turismo sociale in montagna AERAT.



Turismo sociale al mare: inclusione e comunità a Cesenatico
Se la montagna è sinonimo di scoperta e avventura, il turismo sociale al mare è spesso legato alla dimensione della comunità e della convivialità.
Casa Mirandola, la casa vacanze Cesenatico, rappresenta un punto di riferimento per soggiorni dedicati a famiglie, gruppi e realtà associative. Qui il mare diventa occasione di incontro, riposo e socializzazione, in un ambiente organizzato e accogliente.
Il turismo sociale al mare significa:
- vacanze accessibili
- attenzione alle esigenze di ogni ospite
- spazi condivisi che favoriscono l’incontro
- esperienze strutturate ma familiari
La spiaggia, le attività di gruppo e i momenti conviviali creano un contesto in cui le persone non sono semplici turisti, ma parte di una piccola comunità temporanea.
È in questi contesti che il turismo sociale esprime pienamente il suo valore: quando la vacanza diventa relazione.
AERAT e il turismo sociale anziani
Il turismo sociale anziani ha un ruolo fondamentale nel promuovere benessere e qualità della vita. Per molte persone della terza età, partire significa rompere l’isolamento, ritrovare stimoli, condividere tempo con coetanei e vivere momenti di leggerezza in un contesto sicuro e organizzato.
La nostra idea di turismo sociale nasce con l’idea di turismo sociale offrire soggiorni pensati con attenzione ai ritmi, alle esigenze sanitarie e al comfort, favorendo socializzazione, partecipazione attiva e nuove amicizie
Non è solo una vacanza: è un’opportunità per sentirsi ancora parte attiva della comunità.
Turismo sociale:
domande frequenti
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Cos’è il turismo sociale?
Il turismo sociale è un modello di vacanza fondato sul principio dell’accessibilità e dell’inclusione. La Dichiarazione di Montréal del 1996 lo definisce un “creatore di società” perché garantisce il diritto alla vacanza anche a persone con minori risorse economiche o con capacità fisiche ridotte. Non si limita a organizzare soggiorni, ma promuove relazioni, partecipazione e coesione sociale, trasformando l’esperienza turistica in uno strumento di equità e crescita collettiva.
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A chi si rivolge il turismo sociale in Italia?
Il turismo sociale in Italia si rivolge principalmente a giovani, famiglie, anziani e persone con disabilità, ma è aperto a chiunque desideri vivere un’esperienza accessibile e comunitaria. Cooperative e associazioni del terzo settore progettano soggiorni educativi, vacanze di gruppo e percorsi inclusivi con attenzione alla sicurezza, alla qualità delle strutture e al benessere dei partecipanti.
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Qual è la differenza tra turismo sociale e turismo di massa?
La differenza principale sta negli obiettivi. Il turismo di massa è orientato prevalentemente al profitto economico e ai grandi flussi. Il turismo sociale, invece, mira a ridurre l’esclusione, promuovere lo sviluppo locale e tutelare il territorio. Favorisce un incontro autentico tra visitatori e comunità ospitanti, valorizzando cultura, tradizioni e relazioni umane, piuttosto che il consumo rapido della destinazione.
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Il turismo sociale è adatto anche ad anziani e persone con disabilità?
Sì. Il turismo sociale per anziani e il turismo sociale per disabili rappresentano ambiti fondamentali di questo modello. L’obiettivo è garantire accessibilità reale, sicurezza e qualità dell’esperienza, progettando soggiorni attenti ai ritmi, alle esigenze sanitarie e alle eventuali necessità di supporto. La vacanza diventa così uno strumento per contrastare l’isolamento, favorire il benessere psicofisico e promuovere inclusione sociale, in contesti accoglienti e organizzati.