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Viaggi di istruzione: come scegliere la meta giusta per la classe


Viaggi di istruzione al mare e in montagna

Il file si chiama ancora “gita_def_DEF.docx” e sta lì, abbandonato in una cartella del desktop ormai da mesi. A settembre lo si riapre, si cambiano le date, e si comincia a far ragionamenti su dove portare la classe.

È una prassi in quasi tutte le scuole e capita non perché sia colpa degli insegnanti. Succede perché la decisione arriva nel periodo più “affollato” dell’anno, quando ci sono le classi da conoscere, le programmazioni da chiudere, i consigli di classe, i rappresentanti di classe e tutto il resto. Poi il tempo vola, arriva marzo e si scopre che le date buone sono andate, che il preventivo non comprendeva gli ingressi, che il programma proposto non aveva molto a che vedere con quello che la classe stava studiando.

Questo post non spiega come si organizza un viaggio di istruzione. Per quello c’è la nostra guida alla gita scolastica, che segue passo dopo passo autorizzazioni, budget e logistica. Qui si parla della decisione che viene prima.

Che cos’è un viaggio di istruzione

Un viaggio di istruzione dura più giorni, prevede il pernottamento, e la scuola lo acquista come programma completo. Questo lo distingue dall’uscita didattica, che si esaurisce in giornata. Nei regolamenti d’istituto è previsto di norma dalla terza classe della scuola primaria in su.

La durata, però, è solo la parte misurabile della differenza. In una giornata si parte, si segue un programma specifico e si torna. In tre giorni le cose cambiano: si abita un posto e succedono cose che nessuna uscita breve produce. Gli studenti gestiscono i propri tempi e le proprie cose senza nessuno che glielo ricordi. Il gruppo classe si riassesta: chi in aula sta ai margini, la sera in camerata spesso no. E gli insegnanti vedono i ragazzi fuori dal ruolo che hanno in classe, il che a volte è istruttivo e a volte è faticoso.

I 5 criteri per scegliere un viaggio di istruzione

L’obiettivo didattico viene prima della meta

Prova a rispondere a questa domanda prima di aprire qualunque catalogo: che cosa voglio che questa classe porti a casa? Le risposte possibili sono generalmente 2. La prima: competenze disciplinari precise, per esempio ecologia, storia dell’arte o scienze. Oppure competenze trasversali: autonomia, collaborazione, capacità di stare in gruppo. Spesso servono entrambe, ma raramente con lo stesso peso, e l’ordine di priorità cambia la scelta.

Una classe terza che ha passato un anno complicato ha bisogno di qualcosa di diverso rispetto a una terza che sta chiudendo un percorso di scienze. Vale la pena scrivere l’obiettivo in due righe: servirà per la delibera e servirà a giugno per capire se l’il viaggio di istruzione ha portato i risultati che insegnanti e genitori si auguravano.


L’età della classe

Cambia più cose di quante sembri. Quanto si può camminare, quanto a lungo si può ascoltare, quanto tempo libero si può lasciare senza che il pomeriggio si sfaldi, quanta responsabilità si può affidare a un gruppo di quattro. Un programma calibrato sulla seconda media annoia una quinta superiore e travolge una quarta primaria. Se un fornitore propone lo stesso percorso a tutti cambiando solo il numero di giorni, probabilmente non ha mai dovuto gestire una classe alle nove di sera.

La durata: tre giorni o cinque

Tre giorni con due notti sono la formula più diffusa. Bastano per uscire dalla routine, sono sostenibili come costo e come organizzazione, e reggono anche con i più piccoli alla prima esperienza lontano da casa.

Cinque giorni sono un’altra cosa. Il passaggio avviene intorno alla seconda sera: i ragazzi smettono di comportarsi da ospiti, si crea una routine, e le attività possono svilupparsi invece di limitarsi a succedersi. Se quello che ti interessa è la crescita del gruppo più della copertura di un programma, la settimana piena vale la differenza di costo.

Da sapere in fase di scelta: le formule brevi si incastrano meglio nel calendario scolastico, e proprio per questo sono le più richieste.

Chi conduce le attività

Qui si decide molto più di quanto il criterio faccia pensare, e quasi nessuno lo verifica.
Un elenco di attività dice poco. Due programmi identici sulla carta possono essere condotti da educatori assunti stabilmente da chi gestisce la struttura, oppure da figure ingaggiate per la stagione da un intermediario che ha prenotato delle camere. Sono due esperienze diverse, e la differenza non si vede nel depliant.

Si vede quando piove e bisogna riorganizzare la mattina. Quando un ragazzo sta male alle due di notte. Quando una classe arriva più agitata del previsto e il programma va ricalibrato mentre lo si sta facendo.
Le domande utili sono tre, e sono legittime: chi conduce le attività, con quale formazione, e se chi accoglie la classe è la stessa organizzazione che gestisce la struttura.

Che cosa comprende davvero la quota del viaggio di istruzione

Due preventivi con la stessa cifra in fondo possono essere due cose molto diverse.
Le voci da controllare una per una: pensione completa o mezza pensione, laboratori e attività inclusi o a pagamento, guide ed educatori compresi, materiale didattico, biancheria, ingressi a musei e monumenti, gratuità per gli insegnanti accompagnatori, assicurazione, tassa di soggiorno, trasporto.

Trasporto e ingressi sono quasi sempre esclusi. È normale, e nessuno lo nasconde. Vanno però messi a bilancio subito, perché su venticinque studenti spostano il totale parecchio, e scoprirlo a febbraio significa rifare i conti con le famiglie.

Viaggi di istruzione per la secondaria di primo grado

È l’età in cui un viaggio di istruzione rende di più. I ragazzi hanno l’autonomia per gestirsi e per loro, il momento della “gita scolastica”, è sempre speciale e atteso durante tutto l’anno.
Funzionano i programmi densi, con momenti di responsabilità vera: un’attività da condurre in piccolo gruppo, un compito di osservazione da riportare in classe, una prova sportiva o di orientamento a squadre.

È anche l’età giusta per i contenuti che in aula restano astratti. La biodiversità osservata sul campo invece che sulla LIM. L’archeologia camminata. Un mosaico guardato a pochi centimetri, dopo averlo visto in fotografia sul libro.

Un criterio pratico per selezionare le proposte: chiedi come viene gestita la sera e il tempo libero in generale. Una classe di terza media si gioca lì metà dell’esperienza, e chi lavora davvero con le scuole ha una risposta precisa.

Viaggi di istruzione per la scuola secondaria di secondo grado

Con le superiori cambia il registro e, detto sinceramente, conviene accorgersene prima di partire. Gli studenti hanno margini di autonomia più ampi e si aspettano di essere trattati di conseguenza. Un programma percepito come “da ragazzini” perde la classe entro il primo pomeriggio, e recuperarla è difficile.

Funzionano gli approfondimenti verticali: un tema affrontato con profondità invece di una panoramica. Funzionano le esperienze che hanno un nesso con l’orientamento, dove si vede un metodo di lavoro reale e si producono dati da rielaborare. E serve il contrario di quello che vale per i più piccoli, cioè spazi di tempo non programmato, con regole chiare. Una quarta superiore che non ha un margine proprio se lo prende comunque, poco ma sicuro.

Mare o montagna: cosa cambia per la classe

Ovviamente la risposta dipende da cosa serve alla classe e dal tipo di viaggio di istruzione che gli insegnanti reputano più adatto agli alunni. La montagna lavora sulla fatica condivisa e sulla scoperta. Il bosco, il sentiero, la neve d’inverno. Impone un ritmo, chiede uno sforzo fisico che il gruppo affronta insieme, e l’effetto sulle dinamiche di classe si vede già alla seconda giornata. È il contesto naturale per l’educazione ambientale, l’osservazione della fauna, l’orientamento.

Il mare fuori stagione è un’altra faccenda, e va detto subito che non è il mare di agosto: i viaggi di istruzione si fanno in autunno e in primavera. La costa romagnola in ottobre o in aprile ha il lungomare vuoto, il porto che torna a fare il porto, e le città d’arte vicine visitabili senza code. Diventa la scelta giusta quando servono insieme approfondimenti su materie come scienze, storia e arte, perché in poche decine di chilometri ci sono un ecosistema marino, una città romana e una tardoantica.

Due differenze pratiche. Al mare gli spostamenti per le visite pesano sul programma: ogni uscita costa mezza giornata. In montagna pesa il meteo, e una giornata di pioggia va riempita. Chiedi a chi ti propone la destinazione come gestisce l’una e l’altra cosa: la risposta dice molto.

Perché rivolgersi a una cooperativa sociale

Un’agenzia viaggi costruisce un pacchetto. Prenota le camere, ingaggia i servizi, assembla il programma e lo vende. È un lavoro legittimo, a volte fatto molto bene, e per certi tipi di viaggio è esattamente quello che serve. Il rapporto con la classe, però, finisce con la fornitura: chi accoglie i ragazzi non è chi ha venduto il soggiorno.

Una cooperativa sociale funziona diversamente per come è costituita. Il margine non viene distribuito, viene reinvestito nell’attività: strutture mantenute, educatori formati che restano di anno in anno, programmi che si aggiornano. La finalità educativa sta nell’oggetto sociale, prima che nella comunicazione.

Per un insegnante questo si traduce in tre cose verificabili. Il PROGRAMMA si costruisce insieme, partendo dagli obiettivi didattici della classe, invece di essere scelto da un catalogo. Le ATTIVITÀ sono condotte da educatori. E c’è un solo INTERLOCUTORE dalla richiesta di preventivo al rientro, il che a marzo, quando bisogna cambiare una data, fa una differenza concreta.

Le domande da fare prima di confermare

Siamo quasi alla fine del post, il momento giusto per mostrarvi una lista di alcune domande da tenere sottomano durante la telefonata o il sopralluogo alla struttura scelta per il viaggio di istruzione della vostra classe.

  • Chi conduce le attività, e con quale formazione?
  • La struttura è gestita direttamente da voi o siete intermediari?
  • La struttura è adatta per ricevere alunni o personale scolastico con disabilità?
  • Il programma è modificabile sugli obiettivi didattici della nostra classe?
  • Che cosa succede in caso di maltempo o di attività non praticabile?
  • Come sono composte le camere, e dove dormono gli insegnanti?
  • Quali gratuità sono previste per gli accompagnatori?
  • Che cosa è escluso dalla quota, voce per voce?
  • Come gestite allergie e intolleranze certificate?
  • C’è personale sanitario in struttura, e qual è la procedura in caso di malore?
  • Entro quando dobbiamo confermare, e con quanto anticipo si bloccano le date?

Per un dirigente scolastico se ne aggiunge una sulla documentazione: assicurazione RCT, coperture, conformità della struttura all’accoglienza di gruppi scolastici.

Le proposte AERAT: Scuola Mare e Scuola Natura

Siamo AERAT, una cooperativa sociale nata a Trento nel 1980. Lavoriamo con le scuole da allora, in due centri che gestiamo direttamente, con i nostri educatori. Il nostro motto è:” Costruire relazioni” e lo facciamo 365 giorni l’anno con attività pensate per scuole, famiglie, adolescenti, gruppi e aziende. Per le scuole abbiamo ideato 2 proposte nelle 2 nostre strutture.

Scuola Mare si svolge al Centro Vacanze di Cesenatico, con soggiorni di 3 o 5 giorni per primarie e secondarie di primo e secondo grado. Le classi lavorano su ecologia marina, storia e arte: il laboratorio di mosaico dopo la visita alla Basilica di San Vitale e al Mausoleo di Galla Placidia, l’archeologia romana intorno all’Arco di Augusto a Rimini, le specie aliene dell’Alto Adriatico, l’escursione nelle saline in barca elettrica, la tradizione peschereccia raccontata sul porto canale. Dal 2026 ci sono anche le attività BeSupernatural Mare, fra geocaching, beach tennis, pickleball e palestra digitale. La struttura ha sale polivalenti per il lavoro in aula, campi sportivi e spiaggia riservata. È proposta insieme a Giratlantide, agenzia specializzata in viaggi scolastici.

Scuola Natura si svolge al Centro Formazione e Vacanze di Candriai, sul Monte Bondone, a pochi minuti da Trento, per primarie e secondarie di primo grado. Qui l’aula si sposta nel bosco: riconoscimento delle specie, apicoltura didattica, birdwatching, orienteering e geocaching, arrampicata con la guida alpina, e d’inverno sci di fondo e ciaspole sull’altopiano delle Viote. Per gli istituti scolastici trentini l’iniziativa si svolge in convenzione con la Provincia autonoma di Trento.

In entrambi i casi la formula è di 3 o 5 giorni, i periodi sono settembre e ottobre e da marzo alla fine dell’anno scolastico, e la quota comprende soggiorno, pensione completa, attività, educatori e materiale didattico, con gratuità per due insegnanti. Le iscrizioni si raccolgono in ordine cronologico fino a esaurimento dei posti, che è poi il motivo per cui conviene muoversi con un po’ di anticipo.

Contattaci senza alcun impegno per avere maggiori informazioni o per ricevere un preventivo per il viaggio di istruzione della tua classe: contattaci o chiama lo 0461 239201.


Viaggi di istruzione: domande frequenti

  • Che cosa si intende per viaggio di istruzione?


    Il viaggio di istruzione è l’uscita scolastica che dura più giorni e prevede il pernottamento, acquistata dalla scuola come programma completo. Si distingue dall’uscita didattica, che si esaurisce nell’arco di una giornata. Nei regolamenti d’istituto è in genere previsto dalla terza classe della scuola primaria in su.

  • Quali sono le finalità educative di un viaggio d’istruzione?


    Sono di due tipi e convivono. Sul piano disciplinare, il viaggio permette di osservare sul campo ciò che in aula resta astratto: un ecosistema, un sito archeologico, un’opera d’arte. Sul piano trasversale mette in gioco autonomia personale, collaborazione e vita di gruppo, competenze che si costruiscono solo condividendo più giorni consecutivi e che una singola uscita non può produrre.

  • Che differenza c’è tra uscita didattica e viaggio d’istruzione?


    L’uscita didattica si svolge in orario scolastico e si esaurisce in giornata, di norma entro il territorio comunale o provinciale. Il viaggio di istruzione dura più giorni e prevede il pernottamento. Oltre alla durata cambia ciò che l’esperienza produce: una giornata permette di vedere, un soggiorno permette di abitare un luogo e trasforma le dinamiche del gruppo classe.

  • Quando si sceglie e si prenota un viaggio di istruzione?


    La scelta si fa in autunno, anche quando la partenza è prevista per la primavera. I periodi scolastici utili sono concentrati fra settembre-ottobre e marzo-giugno, e le strutture raccolgono le iscrizioni in ordine cronologico fino a esaurimento dei posti: chi decide in autunno sceglie le date, chi decide in primavera prende quelle rimaste.

  • Quanto dura un viaggio di istruzione?


    Le formule più diffuse sono 3 giorni con 2 notti e 5 giorni. I tre giorni bastano per uscire dalla routine e sono sostenibili come costo e organizzazione, anche per le classi alla prima esperienza. I cinque giorni cambiano la natura dell’esperienza: dalla seconda sera i ragazzi smettono di comportarsi da ospiti e le attività possono svilupparsi invece di limitarsi a succedersi.

  • Dove andare in viaggio di istruzione?


    La destinazione è una conseguenza dell’obiettivo didattico. La montagna lavora sulla fatica condivisa e sull’educazione ambientale; il mare fuori stagione permette di tenere insieme scienze, storia e arte, perché in pochi chilometri si trovano un ecosistema marino e città d’arte da visitare senza folla. AERAT propone entrambe le formule: la Scuola Mare a Cesenatico e la Scuola Natura sul Monte Bondone.

  • Quanto costa un viaggio di istruzione?


    Dipende dalla durata, dal periodo e da quante attività sono comprese. Più che la cifra conta verificare che cosa include: pensione completa, laboratori e attività, educatori e guide, materiale didattico, biancheria, assicurazione e gratuità per gli insegnanti. Trasporto, ingressi ai monumenti e tassa di soggiorno sono quasi sempre esclusi e vanno messi a bilancio. Per le proposte AERAT le quote sono indicate nelle brochure scaricabili dalle pagine dedicate; per un preventivo sulla tua classe puoi contattarci.

  • Da che età si può fare un viaggio di istruzione?


    Nei regolamenti d’istituto i viaggi con pernottamento sono in genere previsti dalla terza classe della scuola primaria in su. Per i più piccoli si preferisce la formula di tre giorni, in strutture pensate per le scolaresche e con programmi centrati sul fare più che sull’ascoltare, spesso alla prima esperienza di notte fuori casa senza i genitori.

  • Come si sceglie chi organizza il viaggio di istruzione?


    Le domande utili sono tre: chi conduce le attività e con quale formazione, se la struttura è gestita direttamente o tramite intermediari, e se il programma è modificabile sugli obiettivi didattici della classe. Una cooperativa sociale come AERAT reinveste il margine nell’attività, impiega educatori stabili e costruisce il programma insieme agli insegnanti: chi risponde in fase di preventivo appartiene alla stessa organizzazione che accoglierà la classe.